Consigli pratici

Concordato preventivo: nuova scadenza il 2 novembre 2026

Pubblicato Settembre 2, 2026Aggiornato Settembre 2, 2026Di Redazione
Concordato preventivo: nuova scadenza il 2 novembre 2026

La scadenza per aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027 ha subito una modifica importante: non è più il 30 settembre 2026. Il nuovo termine da tenere a mente è lunedì 2 novembre 2026, a seguito di uno slittamento introdotto in sede di conversione del Decreto Fiscale.

La data originale del 30 settembre è ancora presente in diversi articoli pubblicati prima di questa modifica normativa. Tuttavia, l’articolo 7-bis della legge n. 88 del 22 maggio 2026, che ha convertito il DL 38/2026, ha spostato il termine al 31 ottobre, allineandolo con la scadenza per la presentazione del modello Redditi 2026. Poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato, la scadenza effettiva slitta al primo giorno lavorativo successivo, ovvero lunedì 2 novembre.

Questo rinvio offre ai contribuenti circa un mese in più rispetto al calendario iniziale, ma è fondamentale sottolineare che il termine rimane perentorio.

Regole per gli esercizi a cavallo d’anno

Per i contribuenti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare, si applica una modalità di calcolo diversa. L’adesione deve essere comunicata entro l’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta, rispetto al nono mese previsto in precedenza. Questa distinzione è particolarmente rilevante per le imprese con esercizio a cavallo d’anno, che non devono seguire automaticamente la data prevista per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Come funziona il concordato preventivo biennale

Il concordato preventivo biennale (CPB) è destinato a contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), quindi a imprese e professionisti che applicano tali indici. Questo strumento consente di definire anticipatamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile e il valore della produzione netta per il biennio 2026-2027. L’Agenzia formula una proposta basata sui dati dichiarati e sugli elementi rilevanti ai fini ISA. L’adesione al CPB è volontaria e, in caso di accettazione, le imposte vengono calcolate sul reddito concordato per il biennio, riducendo il rischio di accertamento per gli anni interessati.

È importante notare che il concordato si applica alle imposte dirette e all’IRAP, ma non ha effetti ai fini IVA, mantenendo separati gli adempimenti relativi all’imposta sul valore aggiunto.

Limiti all’aumento del reddito proposto

Per il nuovo biennio, è stato modificato il meccanismo dei limiti applicati all’incremento del reddito proposto. In passato, tali limiti erano riservati ai contribuenti con un punteggio ISA pari o superiore a 8, mentre per quelli con punteggi inferiori non era previsto un limite percentuale. Ora, il sistema è esteso anche ai punteggi ISA più bassi, con tetti che aumentano al diminuire dell’affidabilità fiscale: si parte da un incremento massimo del 10% per chi ha un punteggio ISA pari a 10 e si arriva fino al 35% per i contribuenti con un punteggio inferiore a 6.

Le soglie non si applicano quando la proposta dell’Agenzia è già inferiore ai valori settoriali di riferimento elaborati attraverso gli ISA. Pertanto, l’effetto concreto deve essere valutato sulla posizione del singolo contribuente, non solo sulla percentuale massima prevista per la relativa fascia.

Il ruolo degli investimenti agevolati

Un’altra modifica significativa riguarda l’iperammortamento, che è stato inserito tra le componenti considerate nella normalizzazione del reddito. Le quote maggiorate possono essere sottratte dal reddito d’impresa concordato. Tuttavia, l’impatto di questa misura varia da azienda a azienda, a seconda degli investimenti effettuati, della struttura dei costi e delle prospettive reddituali del biennio. Per le imprese che hanno acquistato beni strumentali agevolati, questa componente deve essere considerata nella valutazione complessiva dell’adesione.

Adesione e revoca solo per via telematica

La comunicazione di adesione al CPB può essere trasmessa insieme al modello Redditi 2026 e al modello ISA oppure in modo autonomo, compilando la casella “Comunicazione CPB” nel frontespizio. Nella comunicazione autonoma, il codice 1 identifica l’adesione e il codice 2 la revoca. Per il 2026 è previsto anche il codice 3, utilizzabile per comunicare la revoca attraverso il flusso dichiarativo. Entro la scadenza, è possibile revocare un’adesione già trasmessa e una nuova adesione successiva è ammessa, a condizione che tutte le operazioni siano completate nei termini.

È fondamentale notare che dopo il 2 novembre non è prevista la possibilità di recupero. Chi non comunica l’adesione entro questa data non potrà regolarizzare successivamente l’omissione per il biennio 2026-2027. Questo tempo aggiuntivo rispetto al termine originario offre l’opportunità di esaminare la proposta con maggiore attenzione, ma la scelta non può basarsi solo sul punteggio ISA: è necessario considerare anche il reddito atteso, gli investimenti agevolati e la struttura economica dell’attività.

In sintesi, la data da annotare è una sola: lunedì 2 novembre 2026.

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