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La sorprendente avventura vegana di mio figlio in Toscana

Pubblicato il Settembre 3, 2026 · Aggiornato il Settembre 3, 2026 · Redazione
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Non pensavo che una vacanza potesse cambiare il modo in cui mio figlio guarda alla cucina vegana. Fino a qualche tempo fa, davanti a un piatto di verdure, la sua risposta era quasi sempre la stessa: un no deciso. Prosciutto cotto, hamburger e würstel erano invece tra i suoi cibi preferiti. Durante un soggiorno in Toscana, però, qualcosa è cambiato.

La sorpresa è arrivata al Garden Toscana Resort, a San Vincenzo, dove abbiamo avuto la possibilità di provare una proposta di cucina vegetale. Non avevo particolari aspettative: pensavo semplicemente che avrebbe assaggiato qualcosa e poi sarebbe tornato ai suoi piatti preferiti. È andata diversamente.

Una cucina diversa dal solito

Il resort propone un’offerta gastronomica pensata anche per chi desidera scoprire piatti a base vegetale. Tra le proposte c’è un corner dedicato alla cucina vegana, sviluppato con la collaborazione dello chef Simone Salvini, conosciuto per il suo lavoro nel campo della cucina vegetale.

La prima cosa che ha attirato l’attenzione di mio figlio è stato proprio l’aspetto dei piatti. Erano colorati, curati e molto diversi da quello che normalmente associa alla cucina vegana. Invece di dirgli cosa avrebbe dovuto assaggiare, ho preferito lasciarlo scegliere da solo.

È stata probabilmente la scelta migliore. Senza sentirsi obbligato, ha iniziato a guardare le varie preparazioni e alla fine ha deciso di provare alcune delle proposte presenti al buffet.

Il primo assaggio che non mi aspettavo

Tra i primi piatti che ha scelto c’erano delle frittelline di ceci. Le ha guardate per qualche secondo, poi ne ha presa una e l’ha assaggiata. Mi aspettavo la solita espressione poco convinta, invece è successo l’opposto.

Dopo il primo morso mi ha detto: «Ne voglio altre 100, sono buonissime!». È stato uno di quei momenti che, da genitore, difficilmente dimentichi. Non tanto per la quantità immaginaria delle frittelline, quanto perché fino a quel momento non aveva mai mostrato un entusiasmo simile davanti a un piatto completamente vegetale.

La curiosità lo ha portato poi a provare anche il tempeh panato. Questa volta la prima domanda è stata: “Che cos’è?”. Gli ho spiegato semplicemente che si tratta di un alimento ottenuto dalla fermentazione dei semi di soia. Dopo averlo assaggiato, ha continuato a fare domande e a voler capire quali fossero gli ingredienti.

Forse il problema non sono le verdure

Quella cena mi ha fatto riflettere su una cosa molto semplice. A volte diciamo che i bambini non amano le verdure, ma forse il problema è anche il modo in cui vengono presentate. Un ingrediente che a casa viene rifiutato può diventare interessante se viene proposto con una consistenza, un profumo o un abbinamento completamente diverso.

La cucina vegetale, quando viene preparata con attenzione, non significa semplicemente togliere carne, pesce o altri ingredienti di origine animale. Significa anche lavorare sulle consistenze, sui condimenti, sulle spezie e sulle tecniche di cottura.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza vissuta al resort: mio figlio non ha percepito quei piatti come una rinuncia. Li ha semplicemente visti come qualcosa di nuovo da provare.

La cucina vegetale secondo Simone Salvini

Il lavoro dello chef Simone Salvini parte proprio dall’idea di rendere la cucina vegetale interessante anche per chi non segue un’alimentazione vegana. Il punto non è convincere tutti a cambiare dieta, ma mostrare quante possibilità possono offrire ingredienti come legumi, cereali, verdure, frutta secca e semi.

Questo approccio può essere particolarmente interessante quando si cucina per una famiglia. Un bambino, infatti, difficilmente si lascia conquistare da spiegazioni teoriche sull’alimentazione. È molto più facile che si avvicini a un nuovo ingrediente se il piatto ha un aspetto invitante e soprattutto un buon sapore.

Alcuni consigli da provare anche a casa

Dopo questa esperienza ho iniziato a guardare con occhi diversi anche alcuni ingredienti che utilizziamo normalmente. Non serve trasformare completamente la cucina di casa dall’oggi al domani. Si può semplicemente iniziare inserendo qualche ricetta nuova durante la settimana.

Un primo consiglio è quello di scegliere ingredienti di stagione. Sono spesso più facili da reperire e permettono di variare naturalmente il menu durante l’anno. Legumi e cereali possono poi diventare una base versatile per molte preparazioni.

Anche erbe aromatiche e spezie possono fare una grande differenza. Rosmarino, basilico, prezzemolo, curry, paprika o altre spezie possono modificare completamente il carattere di un piatto senza renderlo necessariamente complicato.

Tre idee semplici da portare in tavola

Tra le preparazioni che possono essere sperimentate anche a casa ci sono ricette semplici come l’hummus di fagioli bianchi e arachidi, una crema che può essere accompagnata da pane tostato o verdure crude.

Un’altra possibilità è preparare una pasta con ragù di lenticchie. Le lenticchie possono essere cotte con sedano, carota, cipolla e pomodoro, ottenendo un condimento saporito che può piacere anche a chi normalmente non mangia volentieri i legumi.

Per il dessert, invece, si possono preparare dei semplici tartufini al cioccolato utilizzando cioccolato fondente e frutta secca o disidratata. Sono piccoli accorgimenti che permettono di scoprire nuovi sapori senza trasformare il pasto in qualcosa di complicato.

Non è necessario cambiare tutto

La cosa che mi è rimasta maggiormente di questa esperienza è proprio questa: non è necessario imporre un cambiamento alimentare per avvicinare un bambino a nuovi ingredienti. A volte basta offrirgli una possibilità e lasciarlo libero di decidere.

Nel nostro caso, la cucina vegana è entrata nella vacanza quasi per caso e ha finito per diventare una delle sorprese più piacevoli del soggiorno. Mio figlio non è diventato improvvisamente vegano e non era questo l’obiettivo. Ha semplicemente scoperto che esistono piatti senza carne che possono essere gustosi, divertenti e capaci di incuriosirlo.

Una scoperta che continua anche a casa

Da quel momento, quando preparo qualcosa di diverso dal solito, provo a non presentarglielo come “un piatto vegano”. Preferisco semplicemente metterlo a tavola e lasciargli la possibilità di assaggiarlo. A volte funziona, altre volte no. Ma almeno la curiosità è rimasta.

Ed è forse questo il risultato più interessante di quella cena in Toscana: non aver cambiato completamente le sue abitudini, ma avergli fatto capire che anche un ingrediente mai provato prima può nascondere una sorpresa.

La cucina vegetale può quindi essere un’occasione per sperimentare nuovi sapori e ampliare le proprie abitudini a tavola, senza necessariamente trasformare ogni pasto in una scelta rigida. Per noi è bastata una vacanza, qualche piatto colorato e la curiosità di assaggiare qualcosa di diverso.

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