
La riuscita, però, dipende da tre cose: un telefono aggiornato, un infotainment compatibile e una prima configurazione fatta nel modo giusto. Sulla carta è tutto semplice. Nella pratica, cambia parecchio da un modello all’altro. E quando l’auto non nasce già pronta per il wireless, entrano in scena gli adattatori Android Auto senza fili, piccoli dispositivi che possono evitare di cambiare tutto l’impianto multimediale.
Per usare Android Auto wireless serve prima di tutto uno smartphone Android compatibile, con il sistema operativo aggiornato e l’app Android Auto all’ultima versione disponibile sul Play Store. Google prevede il collegamento senza fili sui dispositivi più recenti, ma i requisiti possono cambiare in base al modello del telefono, al Paese e alla casa automobilistica. Prima di fare tentativi a vuoto, quindi, meglio controllare nelle impostazioni quale versione di Android è installata e verificare se ci sono aggiornamenti da scaricare.
Requisiti minimi: telefono aggiornato, app Android Auto e infotainment compatibile
Poi c’è l’auto. Molti veicoli immatricolati negli ultimi anni offrono già Android Auto senza cavo, ma l’icona sul display centrale non basta a togliere ogni dubbio: alcune vetture supportano soltanto il collegamento via USB. La verifica più sicura resta quella sul manuale dell’auto, sul sito del costruttore o nell’elenco ufficiale di compatibilità pubblicato da Google. Anche in concessionaria, di solito, la risposta arriva in pochi minuti. “Dipende dall’allestimento e dal software di bordo”, spiegano spesso i tecnici delle reti ufficiali.

La prima configurazione richiede di attivare sul telefono sia Bluetooth sia Wi-Fi. Non sono alternative: servono entrambi, ma fanno lavori diversi. Il Bluetooth viene usato di norma per il primo riconoscimento tra smartphone e auto, oltre che per alcune funzioni vocali. Il Wi-Fi, invece, porta i dati necessari a mostrare sul display dell’auto navigazione, musica e messaggi. Durante la procedura conviene tenere il telefono sbloccato. Sembra una banalità, ma spesso il collegamento si ferma proprio lì.
Su diversi modelli è ancora necessario un primo collegamento con cavo USB, almeno una volta. Bisogna inserire il cavo nella porta dati dell’auto — attenzione, non tutte le prese USB sono abilitate — e seguire le richieste che compaiono sullo smartphone e sul display dell’infotainment. Vanno autorizzati l’accesso, l’uso di Android Auto e, se compare l’opzione, la memorizzazione dell’associazione. A quel punto, scollegando il cavo, la connessione senza fili dovrebbe avviarsi da sola le volte successive, appena si entra in auto.
Auto non compatibili: quando serve un adattatore wireless
Se l’auto supporta Android Auto solo via cavo e non in modalità wireless, la strada più usata è quella dell’adattatore Android Auto senza fili. È un piccolo dispositivo da collegare alla porta USB dell’auto, pensato per fare da ponte tra il sistema multimediale e lo smartphone. Attenzione però: non rende compatibile un’auto che non ha Android Auto. Di norma funziona solo se la vettura riconosce già Android Auto tramite cavo.
Prima dell’acquisto è meglio controllare bene la compatibilità dell’adattatore con modello dell’auto, anno di produzione e telefono usato. Alcuni dispositivi funzionano meglio con smartphone Samsung o Google Pixel, altri richiedono aggiornamenti firmware tramite un’app dedicata. L’installazione, nella maggior parte dei casi, è veloce: si collega l’adattatore alla presa USB, si abbina lo smartphone via Bluetooth e poi si completa la configurazione seguendo le istruzioni sullo schermo. I prezzi cambiano molto. E non sempre il prodotto più caro è anche quello più stabile.
Problemi frequenti: cosa controllare se Android Auto non si connette
Se Android Auto non si connette, la prima cosa da fare è tornare alle basi: Bluetooth acceso, Wi-Fi attivo, app aggiornata e telefono non limitato da modalità di risparmio energetico troppo severe. Spesso basta cancellare l’associazione precedente sia dal telefono sia dall’auto, riavviare entrambi i dispositivi e rifare la configurazione dall’inizio. È una prova semplice, ma in molti casi risolve. Conta anche il cavo usato per il primo collegamento: deve trasferire dati, non solo ricaricare.
Altri problemi possono dipendere dal software dell’infotainment, da autorizzazioni negate per errore o da disturbi sulla rete Wi-Fi creata tra auto e telefono. Se la connessione cade dopo pochi minuti, conviene controllare se ci sono aggiornamenti per lo smartphone e, quando previsto, per il sistema di bordo della vettura. Con gli adattatori wireless, invece, può essere utile aggiornare il firmware del dispositivo o provare un’altra porta USB. Se non cambia nulla, resta il passaggio in assistenza presso il costruttore: non tutte le anomalie, purtroppo, dipendono dal telefono.
