Ci sono cibi vietati ai cani e ai gatti?
Alcuni dei cibi che arrivano sulle nostre tavole, succulenti e spesso persino salubri per noi esseri umani sono invece tossici, e persino letali, per i nostri amici a quattro zampe. Andiamo a scoprirli uno ad uno in una pratica lista di 10 errori comuni.
La lista dei 10 cibi vietati ai cani e gatti
Le verdure del genere allium sono un pilastro della cucina italiana, ma per cani e gatti rappresentano un pericolo concreto. Tutte queste piante sono ricche di composti solforati responsabili del loro odore pungente: quando vengono masticati dai nostri pet, crudi, cotti o disidratati, questi composti si trasformano in molecole altamente ossidanti capaci di danneggiare i globuli rossi. Quella che ne deriva è una anemia emolitica, ovvero i globuli rossi dell’animale si rompono. Si tratta di una condizione grave, potenzialmente letale, che può manifestarsi anche uno o due giorni dopo l’ingestione della verdura. La sensibilità ai composti tossici è individuale: alcuni animali reagiscono a dosi minime, altri tollerano quantità maggiori, ma non esiste un livello sicuro. Meglio evitarle del tutto.
Birra, vino e liquori non devono mai essere lasciati a portata di animale. L’alcol deprime il sistema nervoso centrale e altera il metabolismo, provocando atassia, vomito, ipotermia e, nei casi più gravi, coma. Anche piccole quantità possono essere pericolose.
L’avocado contiene persina, una molecola fungicida estremamente tossica per ruminanti e uccelli. Il cane e il gatto sono relativamente resistenti, ma possono comunque sviluppare vomito e diarrea.
Caffè, tè, energy drink e integratori contenenti caffeina sono pericolosi. La caffeina è una metilxantina ad assorbimento rapido che può causare iperattività, tremori, tachicardia e convulsioni. Anche in piccole quantità.
La carne di maiale e di cinghiale cruda, così come i salumi e gli insaccati non sottoposti a cottura (salame, prosciutto crudo, coppa, pancetta, culatello…) possono trasmettere il morbo di Aujeszky (pseudorabbia suina), una malattia virale letale per cani e gatti. Il virus viene inattivato dalla cottura, 65 gradi a cuore. Il virus resiste al congelamento. Per stare tranquilli è sufficiente cuocere bene la carne suina e non somministrare salumi e insaccati crudi.
Il cioccolato è uno degli alimenti più pericolosi perché i nostri pet, soprattutto il cane, ne sono fortemente attratti. La teobromina, presente soprattutto nel fondente, provoca disturbi gastrointestinali, tachicardia, ipertermia e convulsioni. Non esiste un antidoto e la tempestività è essenziale. La quantità di teobromina contenuta in un grammo di cioccolato varia in relazione al prodotto. Il cioccolato bianco e quello al latte sono poveri di teobromina, mentre il fondente ne è ricchissimo. La dose tossica è legata alla taglia dell’animale.
Il luppolo, usato nella birrificazione casalinga, può scatenare nel cane una sindrome simile all’ipertermia maligna: temperatura corporea molto elevata, tachicardia, agitazione e collasso.
Il meccanismo tossico non è ancora chiarito, ma nel cane l’ingestione di macadamia può provocare debolezza, tremori, atassia e ipertermia entro 12 ore. La dose tossica può partire da circa 2 g/kg. Anche una manciata può essere sufficiente.
L’ingestione di uva o uvetta può causare insufficienza renale acuta nel cane. Il responsabile sembra essere l’acido tartarico, presente in concentrazioni variabili. Vomito, letargia e dolore addominale compaiono rapidamente, seguiti dal danno renale entro 72 ore. Più di un chicco ogni 4,5 kg di peso può essere rischioso. Da evitare anche i dolci che le contengono, come il panettone, il plumcake, i pani con uva e frutta secca.
Dolcificante comune in gomme, caramelle, dentifrici e prodotti “senza zucchero”, lo xilitolo provoca nel cane un rilascio massivo di insulina con conseguente ipoglicemia acuta. A dosi elevate può causare necrosi epatica. Nel gatto non sono documentati casi clinici, ma non è considerato sicuro.








