Quando il gatto sterilizzato diventa… tondo
I gatti dei nostri nonni vivevano tra cortili, fienili, libertà di movimento e caccia quotidiana. Erano animali magri, attivi e non sterilizzati. Si alimentavano con avanzi, scatolette e piccole prede, per la cui cattura bruciavano una quantità enorme di energia. I loro discendenti, oggi, vivono per lo più in appartamento, sono sterilizzati, sonnecchiano, e mangiano a volontà. Questa combinazione rallenta drasticamente il metabolismo.
Con la sterilizzazione, poi, il fabbisogno energetico del micio scende in media del 20–30%. Il corpo diventa più efficiente nel conservare energia, riduce la spesa calorica basale e immagazzina ogni eccesso sotto forma di grasso. Parallelamente aumenta l’appetito: molti gatti sterilizzati hanno sempre fame, e se li assecondiamo si arrotondano senza farlo notare.
Il grasso che si accumula non è sempre evidente. Nel gatto si deposita soprattutto a livello viscerale, attorno agli organi, e lungo la parete addominale interna. Il proprietario vede un animale “normale”, ma la struttura è già cambiata. Questo grasso nascosto è metabolicamente attivo: altera la sensibilità insulinica (rendendo più probabile il diabete) , favorisce la conversione dei carboidrati in trigliceridi e accelera ulteriormente l’aumento di peso.
Quanto dovrebbe mangiare un gatto sterilizzato?
I gatti sterilizzati dovrebbero mangiare meno proprio perché sono sterilizzati, e, se vivono in appartamento, ancora meno, perché si muovono pochissimo. Le crocchette, molto amate perché comode, sono estremamente caloriche e contengono una quota elevata di carboidrati. Non fatevi ingannare dalla scritta grain free: significa solo “senza cereali”. E sì, tutte le crocchette contengono carboidrati. Infatti, l’estrusione richiede amido: senza patate, riso, mais o tapioca la crocchetta non starebbe insieme. In media, una crocchetta per gatti contiene circa il 40% di carboidrati e fornisce 380–450 kcal per 100 grammi.
Il micio di casa, però, consuma pochissimo: un gatto europeo di 5 kg, sterilizzato e sedentario, può aver bisogno di circa 250 kcal al giorno, a volte anche meno. Tradotto: una quantità di crocchette minima, 60/70 grammi, che però lascia il gatto insoddisfatto. Che fare quindi? Far dimagrire un gatto obeso, o in sovrappeso, è difficile. È fondamentale prevenire l’accumulo di rotolini intervenendo subito dopo la sterilizzazione.
Se il gatto è giovane e in crescita, concordate il piano con il vostro medico veterinario: molti alimenti “per gatti sterilizzati” non sono adatti ai gattini. Un medico veterinario nutrizionista può stimare con precisione il fabbisogno energetico del vostro gatto in base all’età e allo stile di vita.
Preferite i cibi umidi: scatolette e bustine saziano, idratano e hanno una densità calorica più bassa. Controllate sempre che sulla confezione ci sia scritto cibo completo, altrimenti il gatto potrebbe sviluppare carenze.
Se amate l’avventura, o se il micio è ancora giovane e poco abituato al sapore del cibo commerciale, valutate la dieta casalinga fresca. Mangerebbe tanto e sano. Ricordate però che l’organismo del gatto è esigente: improvvisare è pericoloso. Quindi, rivolgetevi sempre a un medico veterinario esperto in nutrizione per un menù giornaliero adeguato sia a livello calorico che di fabbisogno.








